Filippo Giovannelli

Le maglie dei Giudici di Campo del Calcio Storico Fiorentino

Sin dal dopoguerra, da quando almeno possiamo riconoscere immagini a colori, la livrea degli Arbitri e dei Giudici del Calcio Storico Fiorentino ha avuto una forte variabilità cromatica, in particolare nelle magliette indossate durante le partite.

Se l'abito storico previsto dal protocollo stabilito dapprima da Alfredo Lensi alla ripresa del Gioco del Calcio Fiorentino del 1930 per il 400 anni dalla morte di Francesco Ferrucci e dell'Assedio di Firenze, che prevedeva una livrea nera con soppannature rosse, nel Torneo di San Giovanni del Calcio Storico Fiorentino, dismettendo la giacca prima dell’inizio della partita, la protagonista assoluta della livrea dei tre Arbitri è la maglia.

RICORDATI CHE RAPPRESENTI FIRENZE

Questo è il monito che ciascun appartenente al Corteo Storico della Repubblica Fiorentina e del Calcio Storico Fiorentino deve avere ben impresso nella mente: non a caso è il motto che compare, dagli anni ’50 in poi, sulla tessera di ciascun Personaggio del Corteo. Dal materiale finora recuperato, è possibile fare una piccola storia del tesseramento del Calcio Storico durante le sue differenti fasi temporali, fino ad arrivare alla descrizione del nuovo tesseramento storico, che avrà ufficialmente inizio dall’anno 2019.

Dal 1930, anno della sua rifondazione, il Calcio Storico nasce come Società Storica per il Gioco del Calcio Fiorentino e in quanto tale, ad ogni socio è rilasciata una tessera molto semplice, senza informazioni sul gruppo di appartenenza, ma solo nominativo dell’individuo e residenza. Unico elemento decorativo una piccola figura stilizzata di tamburino in alto a sinistra.

Francesco Ferrucci “eroe” di Firenze

Francesco Ferrucci nasce a Firenze il 14 agosto 1489, muore durante la Battaglia di Gavinana, il 3 agosto 1530. In origine mercante, fu poi grande condottiero italiano.

Al servizio della Repubblica fiorentina per il periodo della seconda cacciata dei Medici da Firenze e durante l’assedio del 1530, nel 1529 fu nominato commissario di Empoli. In questa veste cercò dall'esterno di rifornire di viveri la città assediata e contemporaneamente di contrattaccare gli assedianti.

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