Partita dell'Assedio

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Il 17 febbraio 1530, in Firenze assediata dalle truppe di Carlo V, che volevano riportare la famiglia Medici a Firenze, venne giocata una partita di Calcio in Costume per deridere il nemico. Il Comitato del Calcio Storico e l’Associazione Cinquanta Minuti, che raggruppa le Vecchie Glorie del Calcio Storico fiorentino, commemorano l’anniversario con lo scopo di marcare di rosso, sul calendario, questa data unica per la storia d’Europa. Giorno glorioso, da rammentare a Firenze, per sempre.

L'evento

Il Comune di Firenze organizza, anche quest'anno, il 17 febbraio 2017, unitamente all'Associazione 50 minuti l'evento storico culturale "La Partita dell'Assedio" in Piazza Santa Croce per ricordare quando i fiorentini, il 17 febbraio 1530, durante l'assedio delle truppe di Carlo V, organizzarono e giocarono una partita di pallone, a dimostrazione del disdegno e dell'orgognolo della Repubblica Fiorentina, rispondendo con le armi dell'ironia all'assedio di Firenze da parte dell'aggressore.

La partita rievocativa vede di fronte la squadra dei Bianchi (Oltrarno) e dei Verdi (di qua d'Arno) ed avrà inizio dopo la svilata del tradizionale Corteo Storico della Repubblica Fiorentina per le vie del centro.

L'evento, oltre a valorizzare e promuovere il Calcio Fiorentino, costituisce un'opportunità sia per i cittadini che per i turisti, ai quali verrà offerto un evento unico, originale e gratuito: una partita amatoriale e non competitiva.

E' prevista una partecipazione di circa 3.000 spettatori.

Oltre al campo di gioco verrà allestita una tribuna sul lato del Palazzo degli Antellesi per una capienza di 200 posti seduti.

Programma dell'iniziativa

  • Ore 12.00 - ritrovo con i Calcianti presso la palestra L. Battista Alberti in Piazza S. Croce;
  • Ore 13.30 - partenza a piedi verso il Palagio di Parte Guelfa;
  • Ore 14.00 - arrivo al Palagio di Parte Guelfa
  • Ore 14.30 - Partenza del Corteo da Palagio di Parte Guelfa, via Pellicceria, Via Porta Rossa, Mercato Nuovo, Via Por Santa Maria, Via Vacchereccia, Piazza della Signoria, Via dei Gondi, Borgo dei Greci, Piazza Santa Croce
  • Ore 15.00 - Arrivo del Corteo - ingresso nella Chiesa e Benedizione da parte dell'Autorità religiosa
  • Ore 15.15 - Uscita del Corteo dalla Chiesa, schieramento in campo
  • Ore 15.45 - Inizio partita
  • Ore 16.35 - circa termine della partita e rientro del Corteo per percorso inverso

Siamo arrivati fin qui come eravamo - Uberto Bini

“Agli diciassette (del febbraio 1530) i giovani, si per non intermettere l’antica usanza di giocare ogn’anno per carnovale, e si ancora per maggior vilipendio de’ nimici, fecero in sulla piazza di Santa Croce una partita a livrea, venticinque bianchi e venticinque verdi, giocando una vitella; e per essere non soltanto sentiti, ma veduti misero una parte de’ sonatori con trombe e altri strumenti in sul comignolo del tetto di Santa Croce, dove dal Giramonte fu lor tratto una cannonata; ma la palla andò alta, e non fece male né danno a nissuna persona”

Cosi raccontava il Varchi nelle sue “Storie” e c’è da aggiungere che mai nella storia del mondo si è verificato un fatto simile. In nessuna epoca un popolo assediato da oltre un anno si è messo a giocare a palla per canzonare il nemico. I fiorentini di allora lo hanno fatto! C’è da esserne fieri! Quindi per non dimenticare quella giornata fatidica il 17 febbraio 2017 i Calcianti delle Vecchie Glorie del Calcio Storico fiorentino, raggruppate nell’Associazione Cinquanta Minuti, scenderanno di nuovo sul sabbione di Santa Croce per onorare quei coraggiosi Guerrieri che li hanno preceduti.

La piazza tornerà, per un giorno al XVI secolo a far ricordare lo spirito battagliero che anima da sempre la gente di Fiorenza che per ricordare gli eventi di quel giorno, sull’altare Maggiore della Basilica di Santa Croce prima della partita, per volontà del Rettore Padre Antonio di Marcantonio, la Compagnia delle Seggiole metterà in scena una rappresentazione in Costume d’epoca (scritta da chi verga queste righe) che, come macchina del tempo, ci trasporterà indietro di cinquecento anni.

La storia va sempre riletta e il 17 febbraio 2017 in piazza Santa Croce si racconterà un pezzo glorioso di storia della città del Giglio. Viva Fiorenza!

Giocando una vitella - Alessandro Monti

Febbraio 1530. Firenze è circondata dagli eserciti congiunti dell’imperatore Carlo V e di papa Clemente VII. Una guerra lenta, di trincea, si combatteva da più di quattro mesi fra le fortificazioni degli assediati, da una parte, e quelle provvisorie ma sempre più poderose degli assedianti, dall’altra. Era Carnevale, e una antica tradizione fiorentina voleva che in questo periodo si giocasse al Calcio. Non il calcio dei tempi moderni, ovviamente, ma quello che oggi chiamiamo Calcio Storico: un gioco antico, che secondo alcuni veniva praticato già dai legionari romani con il nome di Harpastum, per mantenersi in allenamento durante i lunghi mesi invernali.

I fiorentini a dispetto dell’assedio, non si sottrassero alla tradizione. Occorreva rafforzare il morale dei cittadini, ma soprattutto dimostrare agli assedianti imperiali che in città la vita continuava in tranquillità.
Durante gli assedi di età moderna iniziative di ‘guerra psicologica’ non erano affatto inconsueti: in passato, in altre parti d’Italia, c’era chi aveva organizzato pranzi sontuosi all’aperto, con lunghissime tavolate, sotto gli occhi dei nemici; e chi aveva fatto penzolare dalle mura sacchi pieni d’oro, invitando gli avversari a venire a prenderseli.

A Firenze si scelse di giocare al Calcio, una modalità decisamente più ludica. Le fonti dell’epoca non raccontano come si svolse la gara, alla quale parteciparono non soltanto fiorentini, ma anche alcuni di quei mercenari -di varie regioni d’Italia- che da mesi combattevano, fianco a fianco ai primi, nell’esercito della Repubblica Fiorentina.

Non è stato raccontato nemmeno come finì la partita, e chi si aggiudicò la vitella messa in palio (che in tempo d’assedio e di fame nera, era decisamente un bel premio). Soltanto un diario anonimo risalente al Cinquecento, oggi conservato nella Biblioteca Nazionale di Firenze, a due passi da piazza Santa Croce, attribuisce la vittoria >. Verità? Partigianeria? Poco importa saperlo: al di là di chi ne furono i vincitori, la Partita dell’Assedio rimane nella leggenda dello sport di tutti i tempi.

Andrea Vannucci - Assessore allo Sport - Comune di Firenze

La Partita dell’Assedio è un inno a Firenze, un simbolo che fa parte dell’identità più profonda di ogni fiorentino e che ad ogni edizione valorizza il senso di appartenenza alla nostra città. Il punto di riferimento delle manifestazioni storiche fiorentine per inaugurare un anno che spero bellissimo per le tradizioni popolari e il Calcio storico. Quest’anno abbiamo voluto stimolare ancora di più l’orgoglio dei fiorentini andando a cercare collaborazioni anche con soggetti privati che potranno dare una mano all’Amministrazione per rendere ancora più grande il mondo delle tradizioni popolari e realizzare un Calcio storico sempre più bello, partecipato e fiorentino.

Michele Pierguidi - Presidente Calcio Storico Fiorentino

La Partita dell’Assedio è uno dei pilastri della coscienza dei fiorentini. A quasi cinque secoli di distanza la forza di questo episodio è rimasta intatta, anzi si può dire che sia cresciuta. La storia della Partita è una delle ultime tradizioni, vere, forse, la sola ad essere passata di bocca in bocca dai genitori ai figli, un racconto che resta vivo, tramandato di generazione in generazione. Nella vicenda storica c’è tutto quello che rappresenta Firenze: dalla cacciata dei Medici al ritorno della Repubblica fiorentina; c’è il coraggio di non arrendersi e di resistere per due, lunghi, anni all’Assedio delle truppe del più grande Impero del mondo; ci sono la forza, il valore e una tenacia che porta gli assalitori a dover trattare e li costringe a vincere grazie all’inganno: c’è l’irriverenza e l’ironia, ora come allora, di chi pur nelle peggiori situazioni non si perde d’animo e, come solo i fiorentini sanno fare, addirittura prendere in giro il nemico. Questa tradizione rivive, oggi, per l’opera di alcuni fiorentini eccezionali: l’Associazione Cinquanta Minuti, un gruppo che riunisce i grandi Calcianti del passato e che adesso, superate le rivalità fra i Colori, si impegnano tutti assieme per la solidarietà e per il bene di Firenze. Uberto Bini, il presidente, e i suoi ragazzi sono la dimostrazione che questa città così litigiosa sa essere unita per il bene comune. I Calcianti veri, sono pronti a superare qualsiasi divisione e questa Associazione lo ha già dimostrato in passato, dando vita ad eventi importanti che hanno sostenuto tante realtà benefiche cittadine. Il loro impegno dimostra una volta di più chi sono i Calcianti e quale passione muova chi vive il Calcio Storico. Tener vivi valori e tradizione è il loro grande merito. I Calcianti dell’Associazione Cinquanta Minuti incarnano perfettamente questo spirito e hanno pieno diritto di indossare i colori storici del Calcio e di giocare in piazza Santa Croce facendo davvero rivivere la Partita del 17 febbraio 1530.

Data evento: 
17/02/17